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 > Progetti svolti

 

STRANOVA
STRANOVA (Strategie di controllo di Varroa destructor e monitoraggio delle diffusione di Nosema ceranae e Nosema apis in Lombardia) è un progetto triennale di ricerca finanziato da Regione Lombardia, nato dall’esigenza di tutelare il patrimonio apistico lombardo da malattie come la varroasi e la nosemiasi. Il progetto si propone di approfondire le conoscenze su queste avversità, di mettere a disposizione degli apicoltori mezzi di difesa idonei a proteggere i propri apiari e di monitorare gli eventuali casi di farmacoresistenza che gli apicoltori possono osservare con le proprie api. Il progetto fa capo all'Università degli studi di Milano ed è stato reso possibile anche grazie alla partnership con il CRA-API.

> VAI AL SITO DI STRANOVA

 

 

ApeNet, capire e risolvere la scomparsa delle api

In seguito ai preoccupanti fenomeni di mortalità e scomparsa delle api nel nostro Paese e alla conseguente sospensione dei principi attivi  usati nella concia delle sementi (tramite decreto del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali) il MiPAAF ha concesso al CRA un contributo per il progetto di ricerca ApeNet, il cui coordinamento è stato affidato al CRA-API.




> vai alla scheda del progetto APENET
Sito del progetto con materiali scaricabili (sul sito della Rete Rurale nazionale)

 



Api Boom: le api contro bombe ed esplosivi


Le api sono ottimi bioindicatori in grado di fornire numerose informazioni sull’ambiente in cui vivono. Si calcola che una famiglia di questi insetti, per il suo sostentamento, ogni giorno effettui più di dieci milioni di microprelievi, un' intensa attività che ci consente di capire cosa c'è nell'ambiente. Ma accanto al monitoraggio passivo, le api possono essere addestrate a riconoscere particolari sostanze. Un progetto di ricerca del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) ha cercato di capire se è possibile creare un metodo efficace per far loro rilevare la presenza di esplosivi.


BEE SHOP, l'apicoltura europea del futuro (2007-2009)


BEE SHOP (Bees in Europe and Sustainable Honey Production) è stato un Progetto Strategico di Ricerca finanziato da Bruxelles all’interno del 6° Programma Quadro UE che ha messo in rete nove gruppi di ricerca per promuovere e migliorare la qualità del miele prodotto in Europa, controllandone gli standard di qualità lungo tutta la filiera - dal nettare del fiore fino alla tavola – con l’intento di accrescere la fiducia del consumatore nei confronti del prodotto e per fornire al miele UE un vantaggio di mercato nei confronti di altri prodotti analoghi d’importazione. Obiettivo primario del Progetto è stata la riduzione delle potenziali cause di contaminazione del miele.


> sito ufficiale del progetto

 

Progetto BABE - Beekeeping and Biodiversity in Europe (2003-2005)


BABE (Beek eeping and Apis Biodiversity in Europe – biodiversità delle api e dell’apicoltura in Europa) è stato un progetto dell'Unione europea che ha ottenuto un quadro chiaro degli spostamenti - naturali e dovuti all’uomo - che hanno determinato l'attuale distribuzione geografica delle sottospecie di api mellifere.

Per fare ciò è stato necessario stabilire quali sono i caratteri tipici delle varie razze europee (vale a dire individuare i marcatori genetici adatti) e studiarne i flussi tra le diverse popolazioni. Il progetto, coordinato dall'Università "Martin Luther" di Halle - Wittenberg (D), ha coinvolto l'INA (oggi CRA-API), l'Università di Murcia (E), quella di Sheffield (UK), Copenaghen (DK) e Parigi - Orsay (F).

 

 

Progetto AMA (1997-2001)


AMA (Ape, Miele, Ambiente) è stato un progetto finalizzato del Ministero delle politiche agricole e forestali nato dalla domanda di ricerca scientifica nel mondo dell'apicoltura e dall'esigenza di dare delle risposte organiche al Piano di settore del Cipe del 1990.
Questo imponente progetto, che ha fotografato praticamente l'intera ricerca scientifica nazionale in campo apidologico e degli insetti impollinatori, ha coinvolto 26 enti - per altrettante linee di investigazione - distribuiti sull'intero territorio nazionale.

AMA si è articolato in quattro sottoprogetti:
A - Ape (miglioramento genetico, aspetti sanitari)
B - Miele (indicazione geografica protetta, caratterizzazione dei mieli uniflorali, valutazione dei prodotti)
C - Ambiente (studio dei pronubi, megachilidi, tossicologia dei bombi, rapporto tra pronubi ed ecosistemi)
D - Comunicazione

 

 

Progetto IAHAC


L’IAHAC (International Apis Health Assessment Committee) è stato un gruppo di lavoro internazionale che si è occupato del grado di salute delle api a livello mondiale.
Lo scopo del comitato di scienziati, provenienti da enti di ricerca argentini, tedeschi, inglesi, statunitensi, francesi, canadesi e italiani, era quello di identificare le possibili cause e i fattori di criticità della salubrità dell’ape, valutarne l’influenza reciproca e sviluppare dei protocolli per stabilire lo stato di salute dell’insetto.
L’IAHAC è stato un comitato dell'ICPBR (International Commission for Plant-Bee Relationships), la commissione affiliata alla IUBS (Unione internazionale delle scienze biologiche) che coadiuva le istituzioni europee e internazionali per le decisioni in materia di protezione delle api dai pesticidi usati in agricoltura.
Il gruppo di lavoro si è formato a Bologna nel settembre 2002 durante il simposio internazionale ICPBR “Hazards of pesticides to bees”, organizzato dall’INA (oggi CRA-API) e dall’Università di Bologna,

Progetto ERWINIA (1998-2000)

Il progetto Erwinia  ha voluto arginare, con l'utilizzo delle api, il dilagare della più grave patologia che colpisce pereti e meleti commerciali.
Erwinia amylovora è infatti l'organismo che causa il Colpo di fuoco batterico, che affligge il pero, il melo e altre rosacee spontanee e coltivate. Le piante colpite appaiono come bruciate; non esistono cure se non la totale distruzione degli alberi malati prima che i batteri possano contaminare il resto del frutteto.
In Italia il Colpo di fuoco è stato segnalato per la prima volta nel 1990. Quattro anni dopo Erwinia ha raggiunto l'Emilia Romagna, il maggiore bacino italiano di produzione di pere, e si è propagato a livello di epidemia nell'intera regione, tanto da convincere gli amministratori a emettere dei provvedimenti d'emergenza. Colpendo l'ape.
Infatti le api, al pari di altri insetti e agenti fisici (come la pioggia), possono trasportare il batterio, volando di fiore in fiore. Ma, a differenza degli altri vettori, le api sono maggiormente controllabili perchè allevate dall'uomo.
Per questo motivo nel 1996 il Ministero dell'Agricoltura cercò di limitare la mobilità degli alveari sul territorio a rischio. Ma gravi effetti che questo decreto provocò sull'attività di impollinazione delle colture, nonchè sulle pratiche di nomadismo, convinsero ben presto dell'inefficacia dello strumento normativo nella lotta alla malattia.
Il progetto Erwinia ha coinvolto ricercatori dell'Istituto nazionale di apicoltura (oggi CRA-API), dell'Università di Bologna e del Servizio fitosanitario della Regione Emilia-Romagna e si pone l'obiettivo di ribaltare il ruolo dell'ape, così come esso è percepito dal mondo agricolo: da "untore" del campo coltivato a "sentinella precoce" della presenza del batterio.

Principali risultati del progetto Erwinia
Erwinia sopravvive sulle api al massimo 48 ore
Studi di laboratorio e di campo hanno evidenziato che la sopravvivenza del batterio dipende dalla temperatura, ma in ogni caso non supera i due giorni (48 ore) sul corpo delle api o nel loro intestino.
> Erwinia persiste nel polline fino a 60 ore
In primavera la vitalità del batterio è stata di 30 ore nel miele, 36 ore nella cera e sul corpo delle api e 60 ore nel polline. In autunno la sopravvivenza di Erwinia arriva fino a 48 ore nell'area della covata e nella cera e 60 ore nel polline.
> L'acido ossalico può risanare gli alveari
La longevità di E. amylovora si riduce significativamente con una forte acidificazione all'interno dell'alveare in conseguenza del trattamento con acido ossalico. La nebulizzazione è risultata più efficace del gocciolamento.
>Il polline è la matrice più adatta per rilevare Erwinia nell'ambiente
La presenza del batterio nel polline stoccato negli alveari può anticipare di qualche mese i sintomi della malattia nel pereto.
>Sviluppo di una nuova tecnica per rilevare Erwinia
I ricercatori dell'Istituto di Scienze chimiche dell'Università di Bologna hanno sviluppato un nuovo metodo chemioluminescente (PCR -ELISA) che riesce a rilevare il batterio nel polline con concentrazioni fino a 100 volte inferiori rispetto alla tecnica spettrofotometrica.
Fonte: Colpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora), Notiziario tecnico CRPV, n.66, marzo 2003

BEE SHOP, l'apicoltura europea del futuro
BEE SHOP (Bees in Europe and Sustainable Honey Production) è un Progetto Strategico di Ricerca finanziato da Bruxelles all’interno del 6° Programma Quadro UE che mette in rete nove gruppi di ricerca per promuovere e migliorare la qualità del miele prodotto in Europa, controllandone gli standard di qualità lungo tutta la filiera - dal nettare del fiore fino alla tavola – con l’intento di accrescere la fiducia del consumatore nei confronti del prodotto e per fornire al miele UE un vantaggio di mercato nei confronti di altri prodotti analoghi d’importazione. Obiettivo primario del Progetto è la riduzione delle potenziali cause di contaminazione del miele. Questo potrà avvenire sia diminuendo il contatto tra api e inquinamento ambientale, sia sviluppando un’apicoltura che elimini progressivamente l’uso della sostanze chimiche di sintesi nella terapia per le patologie apistiche.

> sito ufficiale del progetto



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