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 > Bachicoltura: linee di ricerca

La sezione Bachicoltura del CRA-API sta sviluppando molteplici linee di ricerca. In particolare, l’attività è suddivisa in due settori complementari: la bachicoltura propriamente detta e la gelsicoltura.

All’interno del settore bachicoltura:
- Conservazione, valorizzazione e miglioramento genetico delle razze di baco da seta appartenenti alla collezione di germoplasma di Bombyx mori
- Allevamento su dieta sostitutiva della foglia di gelso: valorizzazione del brevetto esistente, miglioramento della formulazione della dieta ed adattamento alle esigenze delle diverse razze e alle varie tipologie di produzione; tecnologie d’allevamento correlate alla dieta (allevamento semi-sterile e sterile).
- Studi economici e di mercato
- Patologia del baco da seta
- Studio dei rapporti baco-ambiente
- Aspetti culturali, sociali, storici e museali della bachicoltura


All’interno del settore gelsicoltura:
- Conservazione, caratterizzazione e valorizzazione delle diverse cv di gelso appartenenti alla banca di germoplasma di Morus sp.p.
- Rapporti gelso/baco
- Il gelso per la produzione di frutta
- Il gelso per l’alimentazione zootecnica
- Il gelso per la produzione di biomassa
- Il gelso per la produzione farmaceutica
- Studio dell’impatto ambientale del gelso e del recupero dei terreni marginali abbandonati o contaminati mediante la gelsicoltura

 

 

 

 

 

Conservazione, valorizzazione e miglioramento genetico delle razze di baco da seta appartenenti alla collezione di germoplasma di Bombyx mori
La sede di Padova conserva un patrimonio di circa 190 razze di baco da seta (60 di recente acquisizione e provenienti dall’INRA). Le razze sono costantemente sottoposte ad analisi morfologiche e merceologiche per il mantenimento dei caratteri originari e per rendere stabile la produzione di seta. L’obiettivo è raggiunto attraverso allevamenti di riproduzione che si svolgono con la foglia nel periodo primaverile ed estivo e con la dieta sostitutiva, durante tutto l’arco dell’anno. La selezione delle razze viene fatta anche per caratteristiche particolari (polifagia, resistenza alle malattie, markers fenotipici).

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Allevamento su dieta sostitutiva della foglia di gelso: Valorizzazione del brevetto esistente, miglioramento della formulazione della dieta ed adattamento alle esigenze delle diverse razze e alle varie tipologie di produzione; tecnologie d’allevamento correlate alla dieta (allevamento semi-sterile e sterile).

La Sede di Padova ha brevettato nel 2004 la formulazione di una dieta sostitutiva della foglia di gelso; la dieta, oltre ad essere utilizzata per rendere attuabile la conservazione della collezione di germoplasma di Bombyx mori, permettendo di allevare in più periodi dell’anno, facilita lo studio di particolari sostanze, addizionate all’alimentazione artificiale, con effetti sulla fisiologia e sulla produzione. Inoltre, la formulazione della dieta, viene costantemente aggiornata, in base al progredire delle conoscenze, per ottenere migliori performances delle diverse razze e per fare si che l’allevamento succedaneo si avvicini per quanto possibile, a quello naturale. Si stanno studiando, in particolare, l’allevamento sterile, che avviene senza l’aggiunta di conservanti alla dieta, e l’allevamento misto: dieta (prime età)-foglia (ultime età).

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Studi economici e di mercato

L’introduzione di nuove tecnologie di allevamento, la possibilità di meccanizzazione di alcune fasi, il cambiamento di destinazione della produzione, da quello prettamente tessile ad utilizzi più complessi, fa sì che il personale della sede di Padova si trovi a studiare la redditività delle diverse forme d’allevamento, anche in relazione alla domanda del mercato e agli stimoli forniti dall’industria. In questo settore specifico, la sede di Padova lavora in collaborazione anche con la Stazione Sperimentale per la Seta di Milano, che ha per missione la ricerca a valle della produzione di bozzolo e con l’Associazione Nazionale Bachicoltori che rappresenta le esigenze dei produttori.

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Patologia del baco da seta

Lo studio della patologia e delle tecniche di disinfezione ha sempre rappresentato uno dei campi d’indagine più importanti della sede. In particolare, l’applicazione della dieta sostitutiva nelle tecniche d’allevamento ha posto problematiche nuove e, attualmente, gli  studi di patologia sono relativi ai microorganismi che si sviluppano con questa metodica innovativa. Inoltre, nell’ottica del rispetto dell’ambiente, ci si sta accostando a tecniche di disinfezione più compatibili con l’assenza di residui sia nei locali d’allevamento, sia nel prodotto finale (seta). Il personale della sede compie anche l’esame per l’accertamento dell’assenza di malattie ereditarie (Nosema bombycis) nel seme bachi prodotto a Padova e distribuito a bachicoltori, privati e laboratori ed in quello eventualmente importato.

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Studio dei rapporti baco-ambiente

Il baco da seta rappresenta, come l’ape, una sentinella ambientale. Essendo sempre stato allevato in un ambiente particolarmente protetto per millenni, e nutrendosi di una specie arborea che non subisce trattamenti antiparassitari, sia per l’innata robustezza, sia per la destinazione d’uso, non ha sviluppato particolari meccanismi di detossificazione rispetto agli inquinanti ambientali; quest’insetto perciò segnala immediatamente la presenza di contaminazione nell’ambiente, sia essa derivante da trattamenti insetticidi, da reflui industriali o da altra attività umana (scarichi delle automobili ed effetti del riscaldamento urbano). Il baco da seta è,  perciò, molto indicato per lo studio dell’azione dei contaminanti sulla fisiologia ed ecologia dei lepidotteri, considerando anche, che, per quanto riguarda i lepidotteri selvatici non dannosi a specie coltivate, non esiste alcuna rete di rilevamento ambientale.

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Aspetti culturali, sociali, storici e museali della bachicoltura

Per la stretta connessione esistente tra la sericoltura, la storia e l’evoluzione culturale della società italiana dell’800 e ‘900, la sede svolge un’attività anche di consulenza culturale e storica, che si attua attraverso specifiche attività di ricerca di archivio e biblioteca, ma anche attraverso la collaborazione con il Museo degli Insetti Viventi, con cui la sede di Padova è in rapporto simbiotico. In particolare, continua è la ricerca di nuovi mezzi per la comunicazione e la didattica, di cui è particolare fiore all’occhiello la realizzazione del kit didattico SETAVIVA (concretizzato con la collaborazione della Stazione Sperimentale per la Seta di Milano) nonché il video sulla bachicoltura, realizzato con il Museo degli Insetti Viventi.

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Conservazione, caratterizzazione e valorizzazione delle diverse cv di gelso appartenenti alla banca di germoplasma di Morus sp.p.

La sede di Padova possiede una collezione comprendente 50 cultivar di Morus sp.p., appartenenti a specie diverse. Le diverse cultivar sono studiate sia in relazione all’alimentazione del baco da seta, sia ad altri utilizzi (gelso multifunzionale). Le cultivar di gelso sono in via di caratterizzazione da un punto di vista morfologico, fenologico, genetico, chimico, anche grazie al progetto RGV-FAO.

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Rapporti gelso/baco

Le cultivar sono in via di caratterizzazione per la loro attrattività nei confronti del baco da seta, in correlazione al contenuto nutrizionale, ma anche a quello di fenoli. Anche la microflora epifitica ed endofitica del gelso è stata caratterizzata per studiare la relazione fra microflora presente nell’intestino del  baco da seta e quella che è reperibile sulla foglia. Il valore nutrizionale della foglia del gelso nelle diverse cv viene analizzata anche con il metodo dell’inserimento nella dieta artificiale, che permette una maggiore standardizzazione degli esperimenti.

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Il gelso per la produzione di frutta

Come albero da frutto, si utilizza soprattutto il gelso nero Morus nigra. Dai frutti di questa specie sono ottenibili marmellate, gelatine, confetture, sorbetti, dolci, liquori. Le more possono essere impiegate anche come aromatizzanti e coloranti per gelati, conferendo un colore blu-violetto agli alimenti cui vengono aggiunte. In Italia centrale e in Sicilia il M. nigra è allevato per il consumo locale. Il principale problema nell’allevamento per la frutta è la maturazione scalare dei sorosi, che rendono difficile la meccanizzazione della raccolta. La conservabilità è, inoltre, allo stato delle conoscenze, bassa. Tuttavia, il contenuto di vitamine e antiossidanti della mora ne fanno un ottimo alimento dal punto di vista nutrizionale.

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Il gelso per l’alimentazione zootecnica

Il valore nutrizionale del gelso per l’alimentazione dei ruminanti in particolare è stata studiato nell’ambito del progetto GEPRO. Anche l’impianto del gelseto per l’alimentazione zootecnica e lo studio di prototipi di macchine raccoglitrici è stato oggetto di ricerca.

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Il gelso per la produzione di biomassa

La valorizzazione del gelso per la produzione di combustibili, specialmente in terreni marginali, è una delle ipotesi per l’integrazione del reddito derivante dalla gelsibachicoltura.

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Il gelso per la produzione farmaceutica

Il gelso possiede una lunga storia come pianta medicamentosa, in particolare come cardiotonico; in quanto tale è stato impiegato fin dall’antichità nella medicina tradizionale cinese e in quella ayurvedica (indiana). Recentemente è stato scoperto che i principi attivi ricavati dal gelso servono al controllo della pressione sanguigna, contro l’arteriosclerosi, contro il diabete di tipo 2, e potenzialmente anche contro l’HIV. Il gelso, infatti, contiene due sostanze - l’astragalina e l’isoquercitrina - le quali vengono metabolizzate in quercitina, che è un potente antiossidante e inibisce l’ossidazione del colesterolo LDL, cosiddetto “colesterolo cattivo”, contrastando la formazione di placche nelle arterie (ateriosclerosi). Una terza importante sostanza, la 1-deossixynojirimicina, contrasta l’azione degli enzimi alfa-glucosidici nello stomaco, i quali rompono la molecola dell’amido e i carboidrati, dando luogo a glucosio assimilabile. Si stima che questo principio attivo impedisca a circa il 50% degli zuccheri di entrare in circolazione e riduca le calorie utilizzabili del 35% (con un’azione di controllo del peso). Questo fenomeno comporta la riduzione del glucosio nel sangue e del livello d’insulina, soprattutto dopo i pasti, stabilizzando il livello glucidico in circolo e contribuendo, quindi, al controllo del diabete 2. L’azione anti-HIV della stessa sostanza è, per il momento, in fase d’accertamento sperimentale.

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Studio dell’impatto ambientale del gelso e del recupero dei terreni marginali abbandonati o contaminati mediante la gelsicoltura

L’interesse per gli impieghi alternativi del gelso è supportato dalla grande capacità di adattamento e, quindi, di colonizzazione dei terreni collinari oggi in via di abbandono e degrado. Il gelso, infatti, presenta il vantaggio che, essendo specie di antichissima introduzione, è un elemento costitutivo del paesaggio agrario nazionale.
La riforestazione con l’impiego del gelso nelle aree di difficile utilizzazione agricola (fortemente urbanizzate, collinari, soggette a vincoli di carattere normativo od operativo) può rappresentare una soluzione dalle molte caratteristiche positive. Minimi interventi irrigui sono indispensabili nelle aree del centro-sud, mentre nelle regioni del nord e soprattutto nella zona pedemontana non sono necessari. Varietà di gelso appositamente selezionate possono essere impiegate in terreni salini o inquinanti da metalli pesanti.

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