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 > La storia

Il CRA- API nasce dall'accorpamento tra l'Istituto nazionale di apicoltura (INA) e la sezione di bachicoltura dell'Istituto sperimentale per la zoologia agraria (Isza).

L'INA, con sede a Bologna, è operativo sin dagli anni ’20 (nel contesto normativo della legge 562/26 concernente provvedimenti per la difesa dell’apicoltura) ma è solo nel 1933 che viene ufficialmente costituito il Consorzio per la nascita dell’INA, grazie alla convenzione tra il Consiglio provinciale delle corporazioni di Bologna, la Confederazione nazionale degli agricoltori e la Regia università di Bologna. Grazie ai sussidi straordinari dal Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste e dalla Cassa di Risparmio di Bologna, il Consorzio dà così vita all’INA, il cui atto istitutivo è rappresentato dal Regio Decreto n. 1049 del 16 giugno 1938.

La Stazione Bacologica Sperimentale fu fondata a Padova nel 1871 per decreto del re Vittorio Emanuele II, su proposta del Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio, Luigi Luzzatti. La motivazione per la creazione dell’istituzione va cercata nella volontà di porre un argine alla crisi che aveva colpito la bachicoltura italiana a causa dell’epidemia di pebrina (Nosema bombycis) diffusa in tutta Europa dal 1845. Primo direttore fu Enrico Verson, che resse l’istituzione per circa un cinquantennio dal 1871 al 1919. La sede storica nel centro di Padova, proprietà della Provincia, fu portata in una zona più periferica nel 1923, con la costruzione di un edificio apposito, con annessa bigattiera e gelseto sperimentale.  Le alterne vicende della bachicoltura italiana, nuovamente in crisi dopo la seconda guerra mondiale, portarono alla fusione della Stazione di Padova, in seguito intitolata allo stesso Verson, con quella di Ascoli Piceno, chiusa nel 1958. Da Ascoli furono ereditate una delle due collezioni seriche, molte razze di baco da seta ed alcune cultivar di gelso. Nel 2006, la sede storica della Sezione è stata trasformata in Museo degli Insetti Viventi, che ospita ancora le collezioni seriche e la biblioteca storica, mentre la sede dell’istituzione di ricerca è stata trasferita nell’adiacente bigattiera, a tale scopo ristrutturata.


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