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 > Lodesani: per combattere le frodi nel miele serve più controllo, armonia di metodi e cultura

Si è concluso con grande successo di affluenza il workshop “Le frodi nel miele” (19 ottobre), un momento di condivisione e di confronto tra il mondo scientifico e tutti gli stakeholder sulle varie tematiche che ruotano attorno al problema delle frodi.  Dall'incontro sono emerse tre necessità.

“Direi che sono stati individuati tre livelli di approccio al problema - ha spiegato il direttore del CREA API, Marco Lodesani - il primo è la capacità di individuare le frodi, su questo i laboratori pubblici e privati hanno fatto un quadro relativamente alle metodologie e alla strumentazione attualmente in uso, da cui è emerso che la prima necessità è quella di armonizzare le metodologie per individuare gli strumenti più efficaci al fine di trovare soluzioni all’individuazione delle frodi. Il secondo punto è il controllo dell’importazione e questo deve necessariamente essere fatto dagli organismi preposti. Infine c’è un problema culturale e in questo senso interessante oltre che semplice ed efficace, può essere l’idea proposta di fare una campagna pubblicitaria massiccia per il miele dicendo che se sull’etichetta del prodotto non c’è scritto italiano significa che non lo è”.

Il CREA ha un progetto preciso. “Noi, come CREA-API - ha proposto Lodesani - vogliamo lavorare per tenere le fila, con l’obiettivo di armonizzare questi metodi e di mantenere il mondo apistico aggiornato su quello che sta succedendo, facendo propria magari anche la proposta di una banca dati open source per poter condividere i dati”.

A breve su questo sito saranno disponibili gli atti della giornata.

 

 

31/10/2015

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