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La doppia vita del gelso: da albero a bio-carburante

Non solo seta. Il gelso, l'alimento principe del baco (Bombyx mori), potrebbe essere utilizzato convenientemente come bio-carburante. E' la sfida lanciata da BIOSEGEN - un grande progetto di ricerca che mette insieme quattordici centri scientifici e che vuole individuare nuove fonti di combustibili da matrici di origine agricola – e raccolta dal CRA-API di Padova per quanto riguarda il gelso.


Il progetto, che durerà 3 anni, sarà mirato a trovare il miglior modo per estrarre etanolo (ma anche altri carburanti) dall'albero. Ci sono varie scelte. I bio-carburanti infatti possono essere ricavati da una variegata massa di materiali di scarto derivati dalla pianta dopo la produzione di foglie o di frutta, come la polpa legnosa, i rami, le foglie avanzate e tutto ciò che non è adatto a diventare carburante solido. A questi scarti della pianta possono anche aggiungersi i residui dell’allevamento del baco da seta, come la lettiera d’allevamento, le foglie di scarto, la ramaglia trinciata e i residui di filatura.

Gli obiettivi del progetto sono:
1) Individuare la tipologia (cultivar) di gelso ritenuta più idonea alla trasformazione in biomassa
2) Stabilire le potenzialità produttive/ha di biomassa per anno
3)Valutare la potenzialità di trasformazione in bio-carburante anche dei residui dell’allevamento del baco da seta

Alla fine del progetto ci si aspetta di potere stabilire con certezza se la coltivazione del gelso per fini energetici, già scientificamente provata, possa essere anche una pratica conveniente dal punto di vista economico. E quanto essa possa essere confrontabile, in termini di biomassa producibile e di energia ottenibile, con quella di altre essenze arboree a rapida crescita. Ancora, si auspica di poter evidenziare se lo sfruttamento della massa legnosa tale quale, come combustibile, o la bio-trasformazione in etanolo (o altro carburante) siano due strade egualmente percorribili o se la convenienza dell’una prevalga sull’altra. Come ultima conoscenza, sarebbe importante capire quanto i residui d’allevamento siano convenientemente trasformabili a fini energetici, perché ciò potrebbe avvenire anche all’interno all’azienda agricola stessa, evitando trasporti onerosi, e contribuendo all’autosufficienza energetica dell’allevamento del baco.

La produzione di bio-combustibili presenta il vantaggio di trovare fonti diverse dai combustibili fossili. Ma ha una criticità: è generalmente associata con la questione se sia meglio coltivare piante per produrre energia o, piuttosto, non convenga dedicare l'uso della terra alla produzione di cibo. Il gelso consente di aggirare questo problema. Piantare quest'albero non toglie spazio alle colture. Il gelso infatti è piantumabile nelle zone di difficile utilizzazione agricola, ossia quelle fortemente urbanizzate, collinari, o le aree soggette a vincoli di carattere normativo o operativo.

29/04/2010

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